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Dimmi dove sei, ti dirò cosa vuoi

 

voisietequiA guardare le ultime mosse di Google, con le nuove campagne AdWords, sembra sia la moda del momento, ma scoprire dove sono gli utenti quando navigano un sito è una necessità, e le acquisizioni di brevetti o addirittura di intere società che hanno sviluppato applicazioni in questo senso sono all’ordine del giorno. Facciamo il punto della situazione parlando degli ultimi movimenti operati da facebook e dalla stessa Google, società sotto i riflettori per le preoccupazioni che generano in merito alla gestione dei dati personali.

Disclaimer: questo post potrebbe attirare complottisti, amanti non ricambiati della privacy e odiatori dei social network.

 

Facebook, Google e le applicazioni di localizzazione

In principio era stato Google Latitude, che prometteva di comunicare la nostra posizione ad amici e familiari, e solo a loro. Facebook, dal canto suo, dava la possibilità di far sapere a tutti i nostri contatti qual era il locale in cui ci trovavamo in un dato momento, magari per organizzare un’improvvisata tra amici. E che dire di foursquare, il sito/applicazione che ha reso il presenzialismo un vero e proprio sport, con classifiche, campioni e premi fedeltà?
Oggi che il traffico in internet è veicolato sempre più da dispositivi mobili, le informazioni riguardanti la nostra posizione sul globo terrestre sono importantissime: facebook e Google, in quanto principali detentori degli spazi di cartellonistica virtuale della rete, sanno che la posizione degli utenti a cui dirigono gli annunci pubblicitari è utile ad aumentare il CTR (ovvero il Click Through Rate, il rapporto tra visualizzazioni di una pubblicità e i click generati). Sanno che conoscere dove un potenziale consumatore si trova, è un ottimo modo per rendere gli annunci più specifici. E dove c’è possibilità di targettizzazione ci sono inserzionisti accorti disposti a pagare di più per comprare gli spazi pubblicitari.

Brevetti ed acquisizioni: le ultime novità

Ovviamente anche in questo campo chi si ferma è perduto, e i big della rete stanno facendo a gara per arrivare primi in questo difficile campo, tra paure degli utenti che vogliono mantenere la propria privacy, necessarie cautele legali e difficoltà tecniche. La direzione che si sta prendendo, però, è quella di assicurarsi un monitoraggio costante della posizione degli utenti grazie ad applicazioni che lavorino in background sugli apparecchi mobili senza continua autorizzazione degli utenti e senza consumare troppa energia (fondamentale in caso di apparecchio mobile, per tornare alle difficoltà tecniche di cui sopra).

Operando alcune acquisizioni importanti (nel link anche una spiegazione della potenziale strategia sottostante) come quelle di Glancee e Gowalla, facebook si è portata avanti: si è tolta di torno possibili competitori e qualche problema con i futuri utilizzi dei sistemi di geolocalizzazione, ed ha acquisito competenze e professionalità che le permetteranno di sviluppare nuove applicazioni. Come quella annunciata sul sito di Bloomberg, che ha, a dire il vero, toni un po’ troppo catastrofisti.
Google dal canto suo non resta ferma. Qui sotto potete vedere un’immagine illustrativa del brevetto recentemente depositato da uno dei dipendenti della compagnia, e dalla compagnia stessa acquisito (notizia che ho appreso grazie al bel blog SEObythesea). Si tratta di un sistema che utilizza non solo gps ma anche MEMS (acronimo per Microelechtronical Mechanical Systems) per localizzare i dispositivi senza consumare troppa corrente elettrica.

brevetto localizzazione MEMS gps google

Se si collega questa notizia al recente annuncio del cambiamento di AdWords con le AdWords Enhanced campaigns di cui avevamo parlato pochi giorni fa, non è difficile comprendere la direzione presa da Mountain View. Una scelta organica, quella di Google, che parte dalla costruzione di un browser di buon successo come Chrome, passando per un sistema operativo studiato apposta per smartphone e tablet, Android, e sfocia in un sistema di localizzazione della posizione del dispositivo su cui è installato Android. Senza dimenticare che i nostri sono grandi nel traffico di ricerca e nelle inserzioni ad esso correlate.

 

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